tratto da BellaFactory Focus n. 4 – Novembre 2016

L’audit BellaFactory diventa 4.0. Alle quattro aree di valutazione già esistenti è stata aggiunta quella per il futuro. L’Audit coordinator, Angelo Galliano, ne spiega motivazioni e vantaggi.

Industry 4.0 indaga il livello di digitalizzazione raggiunto e i potenziali di miglioramento a cui la fabbrica può affacciarsi, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie e della cultura digitale; questo per dare un significato ancora più olistico al concetto di sostenibilità all’interno della fabbrica.

Intervista ad Angelo Galliano, Auditor Coordinator del Progetto BellaFactory

 

Ad un anno dai primi Audit quali sono le sue considerazioni?

La notevole partecipazione all’evento di premiazione dei BellaFactory Award tenutosi lo scorso aprile ha confermato il successo e l’interesse per questa iniziativa che, come ha riportato uno dei partecipanti, “va a guardare quello che succede in reparto, e non si limita a valutare numeri o documenti”; questo ci ha convinto della validità dell’audit BF come strumento per valutare quanto una fabbrica sia capace, attraverso il proprio modello operativo e la propria organizzazione, di creare un ambiente produttivo efficace, efficiente ma soprattutto orientato al miglioramento continuo e alla sostenibilità.

Questo approccio sinergico tra efficienza e sostenibilità è anche alla base del cambiamento dell’audit BellaFactory che da quest’anno comprenderà due nuovi approfondimenti, il primo legato allo Stress da Lavoro Correlato, che si integra perfettamente ai temi già presenti nelle aree di Produttività, Ergonomia e Relazioni Sindacali, il secondo legato all’Industry 4.0, che vuole indagare il livello di digitalizzazione raggiunto e i potenziali di miglioramento a cui la fabbrica può affacciarsi, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie e della cultura digitale; questo per dare una significato ancora più olistico al concetto di sostenibilità all’interno della fabbrica, con la valutazione di aspetti di organizzazione del lavoro e di ergonomia che vanno al di là dei meri aspetti tecnici e tecnologici.

Anche l’Italia sta entrando nell’era dell’Industry 4.0. Gli aspetti tecnologici, il digitale e l’automazione rientrano nel concetto è di BellaFactory? Se si,come?

Il concetto di BellaFactory riguarda aspetti di produttività, ergonomia e sicurezza, organizzazione e comunicazione. Se intendiamo Industry 4.0 come il nuovo paradigma che vuole sfruttare le opportunità che le nuove tecnologie offrono alle Aziende e al suo Manufacturing, allora possiamo pensare ad Industry 4.0 come ad un moltiplicatore di capacità. Le nuove tecnologie sono oggi più affidabili, accessibili e sostenibili: sono strumenti che agevolano, rendono più veloci e robusti i processi aziendali, aumentandone le possibilità di sinergia proprio perché permeano tutti gli aspetti dello stabilimento.

Basti pensare ai nuovi sistemi di controllo di “avanzamento produzione” che rilevano i dati dei reparti, che si interfacciano con gli operatori con device touch screen, che comunicano con le macchine e coi sensori applicati alle macchine stesse per rilevarne le condizioni operative e segnalare in anticipo eventuali derive o anomalie. Le nuove tecnologie wireless (bluetrack) o a radiofrequenza (RFID) permettono di tracciare le movimentazioni di operatori e materiali, dando nuove opportunità per incrementare l’efficienza delle attività operative e la raccolta di dati utile ad una successiva ottimizzazione dei flussi.

Rilevazioni, analisi e comprensione dei dati e dei fenomeni, permettono di essere sempre più proattivi dentro la fabbrica dove si sviluppa un approccio orientato alla prevenzione piuttosto che alla reazione ai problemi.

All’interno dei reparti produttivi e dei magazzini esistono già esempi applicativi innovativi: in campo manutentivo, di qualità del prodotto, di flussi materiali, ecc. Una più efficace integrazione nell’interfaccia uomo/macchina agevola l’aspetto produttivo ed ergonomico. La capacità di raccogliere in maniera automatica una mole consistente e completa di dati di fabbrica abilita la comprensione e la gestione di aspetti chiave fino ad oggi indagabili o sostenibili con sforzi enormi (es. schedulazioni ottimizzate, completa tracciabilità di prodotto e di processo). Tutti questi aspetti, combinandosi tra loro, sposteranno la capacità delle aziende di rispondere al mercato e di essere competitive.

Al contempo la richiesta di impegno umano muterà verso la capacità di gestione autonoma, di comprensione e anticipazione di eventuali problemi e all’analisi dei potenziali di miglioramento continuo.

L’integrazione dei sistemi di fabbrica (MES, sensori, WMS e strumenti di Track&Trace) col resto dell’Azienda (es.ERP) sarà garantito da interfacce automatiche in tempo quasi-reale (“near real time”) che permetteranno una sincronizzazione delle attività dei differenti processi aziendali e una loro completa integrazione all’interno dello stabilimento.

L’aspetto di integrazione di tutta la supply-chain, che nella fabbrica si traduce in possibilità di comunicazione e integrazione tra i diversi processi e funzioni, unita alla necessità di rendere il lavoro sempre più autonomo, flessibile e reattivo, porterà senza dubbio a una più ampia condivisione di informazioni, a modalità di comunicazioni più immediate e trasparenti.

Ci può fare qualche anticipazione della nuova area prevista nell’Audit dedicata all’Industry 4.0? Quali elementi comprende?

Industry 4.0 è un concetto e un approccio alla gestione che abbraccia l’intera azienda e non solo il singolo stabilimento, nell’introdurre questa nuova area abbiamo quindi valutato quali potessero essere gli elementi di Industry 4.0 che maggiormente hanno impatto e significato all’interno di una fabbrica.

Alcuni aspetti quali la gestione del rischio o la rispondenza a normative (temi di “compliance”) sono stati considerati come di responsabilità aziendale, e quindi esclusi dall’audit BF, nonostante impattino sicuramente lo stabilimento. L’area di Industry 4.0 si concentrerà sugli elementi che effettivamente sono controllabili e gestibili dalla singola fabbrica e che abbracciano l’area dei Processi (programmazione e controllo della produzione, gestione flussi materiali, gestione e manutenzione impianti, ecc.), dell’Organizzazione e Cultura (responsabilità e gestione del cambiamento, comunicazione e condivisione delle informazioni, cultura e competenze, aspetto quest’ultimo fondamentale per l’introduzione e la sostenibilità del paradigma Industry 4.0), dell’Infrastruttura Tecnologica a supporto (con aspetti quali: gestione delle informazioni, misurazioni, rilevazioni e analisi dati, processi e organizzazione).

Le aziende italiane hanno necessità di avere dei benchmark di riferimento dell’Industry 4.0 senza doversi necessariamente confrontare con i tedeschi che hanno iniziato il percorso verso la digitalizzazione diversi anni fa?

Direi che ancora non si possa parlare di veri benchmark, almeno non intesi come dati e informazioni consolidate relativi ai vantaggi competitivi e di produttività per settore o per modalità di organizzazione produttiva; ci sono sì delle aspettative sui benefici che Industry 4.0 può portare, e si parla di vantaggi notevoli sia sugli aspetti di vendita che su quelli di costo, entrambi rilevanti per le fabbriche se pensiamo alle prime come richiesta di varietà, flessibilità e reattività e al secondo come produttività globale.

Un recente studio condotto da PwC, “Industry 4.0: Building the digital enterprise” (http://www.pwc.com/gx/en/industries/industry-4.0.htm) riporta che in Italia oltre l’80% delle aziende prevede significativi miglioramenti sul fatturato (fino e oltre il 10% nei prossimi 5 anni), dovuti all’applicazione delle nuove tecnologie nel portafoglio prodotti, attraverso la gestione dei dati (big data analytics) e all’offerta di nuovi servizi digitali ai Clienti.

Al contempo, si prevede una drastica diminuzione dei costi attraverso l’aumento dell’efficienza dei processi.

I benchmark si stanno costruendo in questo momento, e l’inclusione di quest’area all’interno dell’audit BellaFactory può contribuire sicuramente a creare una base di riferimento focalizzata sulle fabbriche e sugli ambienti manifatturieri dove l’implementazione di queste tecnologie potrà portare a nuovi livelli di sostenibilità e di produttività, andando ad integrarsi in un nuovo modello operativo. In quest’ottica sarà interessante valutare il progresso parallelo delle diverse aree dell’audit BF e di quanto il progresso nell’area Industry 4.0 contribuirà al miglioramento delle altre aree, così come l’essere meglio posizionati nell’area del Modello Operativo contribuisce ad una maggiore garanzia di produttività e sostenibilità complessiva.

Quali i vantaggi che le aziende potrebbero avere da questo nuova area di audit?

Il percorso verso Industry 4.0 sta acquistando velocità, ma possiamo considerarlo ancora nella sua fase di crescita iniziale, le aziende si stanno muovendo e stanno pianificando investimenti e modifiche al proprio modello di business e supply-chain per poter sfruttare appieno i vantaggi offerti dalle nuove tecnologie; è quindi opportuno iniziare il percorso da una prima verifica di quanto un’azienda, e in specifico la sua componente produttiva delle fabbriche, sia pronta per affrontare questo cambiamento, evidenziandone sin da subito punti di forza e di debolezza, per poter lanciare azioni mirate ed efficaci al fine di potersi affacciare nel modo migliore alle nuove tecnologie e coglierne tutte le potenzialità.

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